UNO STUDIO DEL PROF. RINGHINI

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Presentazione dell’autore del volume Ringhini, Liberedizioni, Brescia 2012

 

Gabriele Ringhini, è un sociologo ricercatore che da tempo affronta con il dovuto rigore scientifico, molti aspetti di questa società complessa e multiculturale cercando di intuirne le tendenziali evoluzioni sempre con l’intento di offrire stimolanti spunti di riflessione. Capire a fondo la complessità sociale, è solito affermare, significare acquisire gli elementi essenziali per “governare la complessità” e per non subirla passivamente rassegandosi ad un futuro gestito da altri, peraltro non democraticamente.
Autore di molte pubblicazioni, ha svolto numerose indagini sociologiche su adolescenti e giovani, e sui loro potenziali percorsi a rischio, sulla condizione degli anziani, sulla condizione degli stranieri e più in generale sulle principali trasformazioni sociali in atto, anche nel territorio bresciano.
Consulente da anni di una nota fondazione bresciana compie annualmente analisi socio-demografiche in un vasto territorio di oltre 70 Comuni con l’intento di offrire informazione e conoscenze aggiornate agli amministratori pubblici sui principali processi di cambiamento sociale in atto in questa dinamica società globalizzata, multiculturale, multietnica e multireligiosa.
Recentemente ha curato una ricerca su un problema di grande attualità e drammaticità quale il gioco d’azzardo tra gli studenti bresciani delle classi terminali di Brescia e provincia,
In occasione del Sinodo sulle Unità Pastorali indetto dalla diocesi di Brescia, ha condotto una rigorosa ricerca storico- sociologica sul fenomeno della costante contrazione delle risorse religiose e umane nel territorio bresciano, di cui al precedente abstract dell’ultimo libro recentemente edito dalla casa editrice Liberedizioni.

 

 

 

Gabriele Ringhini

CLERO

Preti, religiosi e suore nella diocesi di Brescia

Prepariamoci al peggio per costruire il meglio

Prefazione di Mons. Gabriele Filippini

Liberedizioni, Brescia 2012 (€.8,00)

 

In vendita nelle librerie a Brescia :

               Club di Via S. Faustino,

               Rinascita di Vicolo Calzaveglia

               libreria della Cattolica in Via Trieste,

              oltre che sul sito della casa editrice www.ledliberedizioni.it con immediata spedizione postale

 

disponibilità dell’editore e dell’autore per incontri pubblici, dibattiti, tavole rotonde

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RICERCA STORICO-SOCIOLOGICA SUL

FENOMENO DEL CALO DEL CLERO E SULL’EVOLUZIONE DELLE

RISORSE RELIGIOSE NEL TERRITORIO DELLA DIOCESI DI BRESCIA, 2012

 

 

Abstract

 

“Merce sempre più rara”, quella religiosa a Brescia.

Sembra proprio questo evento a scandire la ricerca documentale di Gabriele Ringhini, sociologo ricercatore. Dati storici e recenti alla mano, l’autore affronta non l’accadimento del calo del clero già noto a tutti, come lui stesso afferma, ma il “quanto” e il “quando” dell’evento complessivo. Documenta, infatti, la dimensione generalizzata di questo fenomeno che accomuna l’intero universo religioso bresciano e non solo il clero. L’autore si spinge oltre ed espone una puntuale previsione del “quando” si verificherà lo storico quanto “inedito sorpasso” delle parrocchie sul clero diocesano in servizio, mai successo finora e, quindi, quali ripercussioni avrà sulle comunità parrocchiali, sulla Chiesa e sul territorio bresciano. Sarà tra breve, anzi quasi immediato.
Addio alla tradizione secolare della parrocchia con tanto di Parroco e Curato, gli stimati e solidali “reverendi”. Nell’immediato futuro non ci sarà più “il” Parroco, “un” Parroco per più parrocchie o, se si preferisce, “pochi” Parroci per più Parrocchie; non il mio, ma i nostri Parroci a servizio di più territori, perfino di più Comuni.
Di per sé, nessuna novità assoluta sul fronte diocesano: lo scenario, anche se non di queste proporzioni, lo intravede l’imminente organizzazione delle “Unità Pastorali”, oggetto di riflessione e confronto promosso dal Sinodo Diocesano, ormai alle battute conclusive programmate per il prossimo mese di dicembre. Ma forse non si pensava ad una così rapida accelerazione del processo che neppure le istituende Unità Pastorali riusciranno probabilmente a contrastare ed arrestare: strategia emergenziale, inizio di un profondo rinnovamento ecclesiale o che altro?
L’età media dei sacerdoti diocesani è di sessant’anni (esattamente 60 e 5 mesi), poco meno della metà di tutto il clero è in età da pensione (43,6% con 65 anni e oltre): invecchiamento generalizzato ed esonero dall’attività parrocchiale per i tanti over 75 anni, sono i tratti sociologici dominanti del clero diocesano bresciano.
Sorprendente per l’inattesa rapidità, è il calo, anzi il tracollo dei seminaristi, un fenomeno ritenuto tanto irreversibile da provocare addirittura la vendita del “nuovo seminario” inaugurato nei recenti anni sessanta.
Le ordinazioni, ormai al lumicino, si contano sulle dita di una mano, se va bene e non sempre ogni anno; un tempo non lontano erano mediamente attorno ai 25/30 all’anno, un numero ampiamente sufficiente per il ricambio generazionale.
Non va meglio tra i religiosi, anche loro con gli stessi problemi sia sul versante dei sacerdoti e sia, ancor più, in quello dei fratelli, non sacerdoti. Sempre di meno e senza ricambio.
Il peggio, il livello più basso lo si riscontra, forse ancor più inaspettatamente, tra le religiose; le suore, cioè la componente femminile un tempo tanto fiorente e laboriosa, sono calate del 70%. Rimangono poche anziane, verrebbe da dire, suore in via di estinzione. Più in generale, già ora alcuni ordini maschili e femminili che non hanno più neppure un religioso vivente.
Resistono parzialmente i diaconi, ma sono pochi e mediamente più anziani dei sacerdoti.
Così la sociologia, il linguaggio dei numeri.
Resta sempre, tuttavia, l’imponderabile variabile religiosa del Mistero o del disegno Provvidenziale che trascende ogni dato sociologico.
Ma, allora, che significato hanno questi fenomeni? E per chi?
Fenomeni e problemi che riguardano solo la Chiesa e la diocesi o interpellano anche la società civile, il territorio bresciano nel suo complesso?
Per la Chiesa e per la diocesi: tragedia immane o “Segno dei Tempi”?
Fine della Chiesa clero-centrica e nascita di una nuova Chiesa dei fedeli, dei laici credenti, di quel profetico Popolo di Dio, oltre il “gregge”, tanto auspicato dal Concilio?
In ogni caso, non vi è dubbio che per la Chiesa si tratti della più grande ed inedita prova, mai verificatasi in due millenni di storia: ora non più la gloria del martirio ad opera di nemici esterni, ma una dolorosa emorragia interna, finora inarrestabile, col rischio della morte per dissanguamento.
Infine, l’autore interpella il lettore con una serie di ipotesi interlocutorie: “eclisse” come fenomeno temporaneo che fa brillare nuovamente il sole o “tramonto” irreversibile della Chiesa istituzione che si evolverà in una grande associazione umanitaria ad alto valore solidaristico conservando prevalentemente la sua millenaria cultura cristiana? Una Chiesa talmente laicizzata da aver esaurito perfino la sua stessa funzione religiosa avendo coraggiosamente contribuito a generare una società più giusta e democratica, fraterna, fondata sui grandi valori un tempo della carità e ora della solidarietà? Oppure ridimensionamento della Chiesa istituzione per una Chiesa realmente profetica, prodigiosa Luce divina per tutte le genti?
Interrogativi e provocazioni che sollecitano un grande coinvolgimento del lettore cristiano credente che ha a cuore il futuro della sua Chiesa. Contestualmente stimola la riflessione anche di tutti quei cittadini autenticamente laici, credenti e non, che hanno a cuore il futuro della comunità civile, dell’intera società nella testimonianza della solidarietà, per tutti il valore comune unificante e vivificante il futuro dell’umanità.
Mons. Gabriele Filippini, già direttore de “la Voce del Popolo”e dell’Ufficio Comunicazioni Sociali, nella prefazione al libro afferma testualmente che “prenderne lucida coscienza del fenomeno non è solo opportuno ma è anche un dovere morale” e prosegue: “È pertanto da accogliere di buon animo e con gratitudine verso il curatore questa singolare ricerca che ha tutti i crismi della serietà metodologica della scienza sociologica.”
Infine, un dato pare di estrema certezza ed evidenza: comunque vadano gli eventi: il territorio bresciano non sarà più lo stesso senza le preziose risorse umane e sociali di quel grande patrimonio religioso fatto di preti, religiosi e suore che per secoli hanno contribuito a scrivere la gloriosa storia della Brixia fidelis fidei et iustitiae, come proclama solennemente lo scritto scolpito nel palazzo comunale della Loggia.
Concludendo: questo è un “libretto” di poco conto, ma che dice tanto, forse fin troppo

Prepariamoci al peggio per costruire il meglio

 

 

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