VISITA DI P. TONINO - 10 ottobre 2012

Leggi la relazione di Perla Marai (5 mercurio ) + Relazione di Michela Cima e Francesca Antonioli (5A igea)



Mercoledì 10 ottobre: visita di padre Tonino

Mercoledì 10 Ottobre gruppi di classi  del nostro Istituto, a turno, si sono  recati  in Auditorium per incontrare Padre Tonino. Ormai noi anziani della scuola lo conosciamo bene, mentre i nuovi arrivati hanno potuto avere l’occasione di capire perché esiste il progetto “Spiccia Spiccioli” e perché prima di Natale e prima della fine dell’anno scolastico a scuola c’è la lotteria (e si spera siano attivati ancora  questi progetti!). Infatti da cinque anni il nostro Istituto devolve il ricavato di queste iniziative,  insieme al 2% del contributo scolastico che ogni allievo versa alla scuola, a questo “Signore”, il quale ormai da decenni vive in Madagascar, precisamente nel villaggio di Jangany. In questo villaggio del sud del Madagascar è riuscito a costruire una scuola  di nome “ Sainte Marie”, con lo scopo di educare i bambini e gli adolescenti  in modo da aiutare a cambiare gradualmente la vita delle persone che vi abitano. I risultati,  raccontati  in un filmato e poi sottolineati da lui stesso, sono notevoli e stanno dando impulso ad un continuo miglioramento. Di grande impatto è stato il suo orgoglio nel raccontare come tre dei primi allievi della scuola abbiano proseguito gli studi e oggi insegnino nella Scuola “Sainte Marie”. Il duro lavoro di educazione e lotta all’analfabetismo ha dato i suoi frutti; ormai più di due terzi dei bambini sanno leggere e scrivere e possono così aiutare i genitori. Soprattutto il messaggio dell’importanza della cultura per sviluppare la società è arrivato forte e chiaro. Allievi che diventano professori e che decidono non di andare nelle città o di trasferirsi all’estero, ma di insegnare a bambini come erano stati loro, è una perfetta dimostrazione di ciò. Con l’istruzione si cerca anche di combattere il brigantaggio, perché se un ragazzo è istruito ed educato a ciò che è il bene e a ciò che è il male, potrà compiere una scelta consapevole.

Gli obiettivi e le sfide che si pone Padre Tonino non riguardano solo l’ambito dell’istruzione;  si è occupato anche della costruzione di pozzi vicini alle case e quindi  più facilmente accessibili; ha insegnato alla popolazione indigena come costruire mattoni resistenti e come assemblarli per poter dormire sotto un tetto stabile; sta  cercando di cambiare la mentalità a livello di educazione sessuale e alimentare, in modo da evitare malattie invalidanti se non addirittura mortali.

Inoltre ci  ha raccontato  che nelle classi formate da bambini di 9-10 anni, il numero delle femmine si dimezzava perché le famiglie le davano in sposa in età precoce impedendo loro di proseguire negli studi. Lui con molta semplicità ha spiegato che, per ridurre il numero di matrimoni  infantili, ha detto alle femmine che: “Se i tuoi genitori ti fanno sposare così giovane, è perché non ti vogliono bene!”. Insomma, con queste frasi per noi simpatiche, ma per loro un po’ provocatorie, cerca di far riflettere sia giovani che adulti, con la speranza che gradualmente cambi il modo di pensare e di agire. Sicuramente  maternità e paternità consapevoli permetterebbero un minor numero di abbandoni e di sfruttamento dei bambini.

 L’alimentazione è un altro dei grandi problemi a Jangany; grazie a lui tutti i bambini ora hanno garantito un piatto di riso al giorno! Altro simpatico racconto è stato quello del latte. In Madagascar non c’era l’abitudine di mungere le mucche perciò nemmeno sapevano cosa fosse il latte!  E’ iniziata così una ricerca sfrenata di uno spago per legare le gambe dell’animale (in tutto il villaggio non c’era nemmeno uno spago perciò hanno dovuto costruirlo con delle foglie) e una volta immobilizzato, Padre Tonino ha insegnato loro come mungere. Ovviamente erano molto scettici su quella bevanda, perciò lui stesso ha dovuto berla insieme al riso per dimostrare loro che non è nociva ma, al contrario, fa molto bene. Ora, ogni bambino ha almeno un bicchiere di latte al giorno.

Tutte queste testimonianze possono sembrare ironiche e divertenti (anche perché Padre Tonino, come tutti i bambini di Jangany le cui foto sono state inserite nel video proiettato durante l’incontro, è sempre sorridente!) ma hanno una portata morale altissima. Sono il simbolo di una società che, pur avendo grandi difficoltà e pur attraversando un periodo di crisi, riconosce il fatto che loro sono molto meno fortunati di noi.

E’ con ammirazione che noi ogni anno  incontriamo padre Tonino  e cerchiamo di aiutarlo  per non dimenticarci di loro, molto distanti da noi, ma nello stesso tempo molto vicini.  ( Perla Marai  - 5 mercurio )

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Padre Tonino in visita all'Istituto L. Bazoli-M.Polo

Desenzano-Jangany: lontani ma uniti

 

Va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!”

 

Seguire Gesù può essere certamente un compito difficile che richiede il coinvolgimento di tutti noi stessi, anima, corpo, averi, affetti e qualunque altra cosa materiale o meno che possa entrare in relazione con la nostra vita. Seguire Gesù diviene uno stile di vita che ti porta a fare grandi cose non fermandosi mai, nemmeno di fronte agli ostacoli che agli occhi di tutti noi possono apparire insormontabili. Padre Tonino ha fatto questa scelta, ha abbandonato la sua vita e ha seguito Gesù nel sostenere i più poveri, gli emarginati, gli afflitti, gli isolati e i  più deboli e ha portato luce laddove c'era tenebra.

Che una persona sia credente, atea o agnostica siamo certe che non possa non ammirare e approvare l'operato di Padre Tonino.

Grazie alla sua tenacia è stato capace di creare dal nulla una nuova comunità basata sui saldi principi dell'istruzione e del lavoro onesto, aperta al progresso ma vicino alla gente e alla fede. E come api al miele le persone si avvicinano a lui affascinate dal suo amabile sorriso, dalla gioia e dall'amore che trasuda e dalla sua fiducia in un mondo migliore. Nemmeno noi dell'Istituto Superiore “Bazoli-Polo” abbiamo potuto resistergli e ci siamo fatti affascinare dalla sue parole e dalle immagini che ci sono state mostrate.

Padre Tonino anche quest’anno è riuscito a venire a trovarci contro ogni aspettativa. Tutte le classi dell’Istituto l’hanno incontrato nell’auditorium scolastico mercoledì 10 ottobre e ha mostrato a tutti come con il suo intervento la gente del posto ha potuto assistere a delle grandi innovazioni che hanno sconvolto in senso positivo la loro vita. Ne è testimonianza la costruzione di: un pozzo vicino alle case rivelatosi irrinunciabile, una piccola centrale elettrica che fornisce energia per tre ore alla sera, case in muratura resistenti alla forza dei cicloni e stalle che in breve tempo saranno animate da qualche mucca da latte. Inoltre si è assistito alla costruzione di un ponte che mette Jangany in comunicazione con altre realtà territoriali e la creazione di un mercato settimanale diventato ormai un punto di riferimento per l’intero sud del Madagascar. Ma il fiore all’occhiello dell’opera del nostro caro missionario è rappresentato dalla costruzione della scuola elementare “Sainte Marie” proprio a Jangany che ospita centinaia di bambini. Alcuni di loro proseguono gli studi e tre ragazzi si sono da poco laureati e sono pronti a tornare di corsa a Jangany per insegnare nella scuola che ha cambiato loro la vita. E’ proprio così, in quel semplice edificio di mattoni viene data una grande possibilità; i bambini imparano a leggere e a scrivere, a capire come lavorare la terra nel migliore dei modi, a relazionarsi con il mondo che li circonda, a riconoscere cosa è bene e cosa è male. Può sembrare banale, ma in questo modo essi possono crearsi un futuro retto da buone fondamenta. Nella scuola i bambini trascorrono un’infanzia spensierata, come dovrebbe essere; ballano e  cantano nel grande cortile interno, pranzano nella mensa, seguono le lezioni nelle loro aule attrezzate e c’è anche la possibilità per alcuni alunni di fermarsi nei dormitori. Dai racconti di padre Tonino si capisce quanta allegria ci sia in tutto questo e si vede anche dalle foto scattate in Madagascar. La cosa che certamente ci ha fatto riflettere di più  è il ruolo che la scuola riveste nei progetti a Jangany. Essa ha un ruolo centrale e propulsivo, stimola la crescita e lo sviluppo, rende meno schiavi della natura e degli oppressori e consente alla popolazione di superare carestie e superstizioni. La scuola è la strada per un mondo migliore, un mondo civile, ma spesso in un paese ormai “civilizzato” come il nostro, ciò tende ad essere dimenticato. I ragazzi frequentano la scuola senza passione, la vedono come un obbligo, un peso e una cosa inutile. E il nostro mondo civilizzato degrada sempre più. Dobbiamo quindi ringraziare persone come i nostri professori, la nostra preside, padre Tonino che non smettono di credere e continuano ad impegnarsi sempre più per migliorare i nostri istituti, ed anche i ragazzi di Jangany che ci hanno fatto capire che l'aiuto può avvenire sotto varie forme. Noi  abbiamo dato i mezzi per svilupparsi e loro ci hanno dato la possibilità di riscoprire il vero senso dell'istituzione scolastica. Ancora una volta abbiamo potuto constatare quanto sia importante lo scambio interculturale.

Certo, a Jangany la vita non è diventata di colpo tutta rose e fiori poiché ci sono ancora grandi difficoltà: la minaccia dei cicloni è sempre presente (a marzo di quest’anno quattro cicloni hanno liberato la loro potenza pure su Jangany causando gravi danni), inoltre stanno sorgendo delle bande di briganti che saccheggiano i poveri villaggi rubando buoi e beni personali. Una banda in particolare raggiungerà in poco tempo Jangany e la paura sta crescendo. Padre Tonino, aiutato dagli anziani del villaggio, ha intenzione di contattare il capo dei malviventi per convincerlo a risparmiare Jangany con tutti i suoi progressi ottenuti a fatica. Padre Tonino sa perfettamente che questa è una manovra pericolosa e che rischierà la sua vita, ma l’ inesauribile altruismo che lo caratterizza gli infonde il coraggio necessario. Noi gli siamo vicini e gli auguriamo con tutto il cuore buona fortuna. La gente di Jangany si è imbattuta in un grande tesoro: il nostro buon padre e tanti amici  in Italia che lo sostengono. L’istituto “Bazoli-Polo” infatti contribuisce da anni a questo progetto di solidarietà attraverso aiuti monetari. Il 2% del contributo scolastico degli studenti viene devoluto a Jangany, come anche il ricavato della lotteria che si tiene a Natale e a fine anno scolastico; infine, nella nostra hall è presente la cassetta “Spicciaspiccioli” in cui ognuno può mettere monetine o perché no banconote e contribuire a questa bellissima causa. Bisogna ricordare anche l’impegno di chi assembla le foto e i filmati per la presentazione che viene mostrata durante gli incontri.

Insomma, quest’enorme energia vitale che non si esaurisce, quella semplicità che ti disarma, quella gioia per ogni piccolo risultato ottenuto: tutto questo in una persona minuta come padre Tonino. Altro che Spiderman o Batman! Il vero supereroe qui è lui!

 

Grazie padre Tonino di esserti fatto portatore di un messaggio tanto bello!

                                                                                 Michela Cima e Francesca Antonioli (VA IGEA)

 


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